Sulla scia di Cortina 2026, il settore alberghiero vuol mettere il turbo alla montagna
Sulla scia di Cortina 2026, il settore alberghiero vuol mettere il turbo alla montagna
A un evento di Confindustria Belluno Dolomiti e Confindustria Alberghi si è tratteggiato lo sviluppo futuro del comparto
La montagna e le sue strutture come luoghi da vivere tutto l’anno. Seguendo l’esempio di Cortina e i suoi sviluppi in vista delle prossime olimpiadi invernali, gli operatori del mondo alberghiero e i rappresentanti di settori importanti dell’economia e della finanza della montagna si interrogano sulle diverse opportunità future di sviluppo derivanti dagli investimenti nelle località montane.
Si è svolto a Belluno, presso l’Hub Veneto delle Dolomiti Luiss Business School, l’evento organizzato da Confindustria Belluno Dolomiti, Confindustria Alberghi e Luiss Business School dal titolo “Cortina, le olimpiadi e oltre: l’evoluzione del turismo in montagna”, in collaborazione con Cushman & Wakefield e Lbs Alumni.
Una giornata dedicata al rilancio del turismo montano che, grazie ad una attenta programmazione e a nuovi investimenti, può ampliare l’orizzonte delle bellezze naturali del territorio e delle eccellenze manifatturiere tipiche di ciascuna località, come dimostra il metodo Milano Cortina 2026 e la possibile partnership pubblico-privato.
Ad aprire i lavori Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi.
Lo scenario del mercato. Il settore alberghiero italiano stia tornando rapidamente ai livelli pre-pandemia per quanto riguarda l’occupancy, superando questi parametri se si parla di redditività media delle singole camere (Adr) e del profitto che una struttura alberghiera ha per ogni camera disponibile (RevPar).
La quota del settore hospitality sul totale degli investimenti immobiliari in Italia è cresciuta nell’ultimo decennio dal 10 al 15%, confermando il forte interesse degli investitori per il settore alberghiero. Lo scorso anno sono stati investiti nel comparto in Italia 1,5 miliardi di euro, il 66% provenienti da capitale estero. Una crescita dovuta anche alla riscoperta di parti del nostro Paese che solitamente si considerano secondarie, ma che rappresentano il cuore pulsante della cultura e tradizione italiane.
Seppur positivi si tratta di numeri decisamente inferiori se paragonati a quelli registrati dai competitor europei: in Francia nel 2022 sono stati investiti nel settore alberghiero 3,1 miliardi di euro, in Spagna 3 miliardi di euro. A penalizzare il flusso nel nostro Paese c’è sicuramente l’eccessiva burocrazia e la difficoltà nel recepire informazioni sulle opportunità di investimento, troppo spesso poco chiare e trasparenti. Nonostante i luoghi della cultura e le mete turistiche balneari italiane siano universalmente riconosciute tra le più importanti a livello globale, anche le località montane stanno diventando importanti per tutto il settore, con un grande potenziale di crescita nel prossimo futuro. Non solo sci e impianti, visto che l’Italia è il primo paese europeo per superficie di comprensori sciistici e numero di stazioni, ma soprattutto luoghi e città da vivere durante tutto l’anno con una serie di attività e infrastrutture di altissimo profilo.
La sostenibilità come chiave di sviluppo.
L’evento puntava a individuare soluzioni utili per investire nell’economia della montagna, ovviamente in chiave sostenibile, perché specialmente per la montagna accessibilità e qualità del servizio sono alla base per un turismo di livello realmente internazionale.
Tra i temi trattati a più riprese anche quello legato alla carenza del personale e la necessità di un intervento sul cuneo fiscale che penalizza le aziende italiane rispetto ai competitor europei.
Le due tavole rotonde – moderate rispettivamente da Giorgio Palmucci, Vice Presidente Confindustria Alberghi e Past President ENIT e Alessandro Belli, Head of Hospitality Italy Cushman & Wakefield, Presidente di Alumni Luiss Business School e Adjunct Professor Luiss Business School – hanno visto intervenire Arnaldo Aiolfi, Amministratore Delegato Italia e Direttore Progetti di Sviluppo Europa del Sud di Club Med; Valeria Ghezzi, Presidente Anef; Franco Lentini, Hospitality Development Manager di Enrosadira e Advisor Coordinamento Turismo Confindustria Veneto; Angelo Wu, Vice President di Invel Real Estate Partners; Graziano Debellini, Presidente Th Group; Erich Falkensteiner, Presidente Fmtg- Falkensteiner Michaeler Tourism Group; Aldo Melpignano, Founder & Ceo Egnazia Ospitalità Italiana e Emanuele Prataviera, Head of Real Estate Investments Finint Sgr.

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