Dal modello olivettiano dell’architettura per la comunità, ecco il Campus Tesisquare firmato Nemesi

17-09-2021 Chiara Brivio 2 minuti

17-09-2021 Chiara Brivio 2 minuti

Dal modello olivettiano dell’architettura per la comunità, ecco il Campus Tesisquare firmato Nemesi

Inaugurata la prima parte del complesso progettato dallo studio romano per la società di Cherasco, nel cuneese

Architettura e comunità, connubio tra tecnologia e design, sostenibilità. Sembrano essere queste le tre parole chiave che caratterizzano alcuni degli ultimi progetti presentati in Piemonte, una regione che cerca di guardare al futuro anche traendo ispirazione dal suo passato industriale e dal modello olivettiano. Alla Gigafactory di Italvolt a Scarmagno, firmata Pininfarina, e al nuovo polo logistico di Trecate di The Blossom Avenue, si è recentemente aggiunta la prima parte del Campus Tesisquare di Cherasco, nel cuneese, realizzata su progetto dello studio romano Nemesi – già autore della nuova sede Eni a Milano, che dopo diversi stop&go, dovrebbe essere terminata entro quest’anno.

Il DIG (Digital innovation gate) 421. Cortesia Nemesi Architects


Dig (Digital innovation gate) 421, questo il nome dell’edificio inaugurato a settembre, fa parte di un più ampio masterplan di oltre 4.300 mq, iniziato nel 2019 con la progettazione della sede della società di IT Tesisquare, committente dell’intervento, e che aspira a diventare un vero e proprio Borgo tecnologico.


Nato come hub collaborativo, questa prima porzione di intervento ha previsto la realizzazione di blocchi di uffici suddivisi in volumi modulari, collegati tra loro da una parete verde in acciaio. Cemento, vetro e acciaio sono anche i materiali che caratterizzano tutto il complesso, che, in un’idea di connessione e relazione anche con l’ambiente circostante, si alterna a piazze, percorsi pedonali e sistemazioni paesaggistiche.

«Il progetto vuole esprimere un nuovo modello di urbanizzazione del territorio, non più sordo, indifferente all’identità del luogo – racconta Michele Molé, fondatore dello studio Nemesi –. Ecco che quindi è una sorta di architettura-paesaggio che, confrontandosi con una serie articolata di volumetrie, di spazi, di piazze, di luoghi di incontro, di parchi, di auditorium, di attività produttive, di incontro e conoscitive, diventa una vera e propria comunità urbana aperta al territorio». Importante anche la relazione con il committente, continua Molé, la cui visione era quella di contribuire alla riqualificazione di tutto il territorio di Cherasco e di Bra attraverso la creazione di questo polo per l’innovazione.

I due assi portanti che vanno a comporre il masterplan, Dig 421 e la sede della società, sono stati concepiti dagli architetti come sistemi modulari posizionati in direzione nord-sud, attorno ai quali sorgeranno la hall, la zona bar e la mensa e la sala conferenze semi-ipogea. Un progetto che ha in sé anche un intento sociale, nella sua concezione simile al modello olivettiano dell’architettura per la comunità.

In copertina: il DIG (Digital innovation gate) 421, Nemesi Architects, Cherasco. Cortesia Nemesi Architects ©Luigi Filetici

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Chiara Brivio
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