
Dibattito pubblico, ecco la nuova commissione al Mit per le grandi opere
Ispirato al modello francese del débat public, partecipazione per gli interventi di architettura e ingegneria
Per il dibattito pubblico sulle grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale è stata nominata per la prima volta presso il Mit una commissione nazionale. Firmato il 30 dicembre il decreto della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che la istituisce.
La commissione sarà chiamata a monitorare lo svolgimento della procedura di dibattito pubblico, il rispetto della partecipazione di tutte le realtà interessate, nonché un’idonea e tempestiva pubblicità ed informazione sui progetti.
Presieduta da Caterina Cittadino, consigliere della Presidenza del consiglio dei ministri e attualmente alla Scuola Nazionale dell'Amministrazione, nominata dal Mit, la commissione sarà composta da rappresentanti delle amministrazioni coinvolte a vario titolo nella filiera decisionale delle grandi infrastrutture nazionali, incluse Regioni ed enti locali, e garantirà la migliore condivisione a livello territoriale su scelte strategiche per il Paese.
Il dibattito pubblico è un processo di informazione, partecipazione e confronto pubblico che punta al coinvolgimento dei cittadini nei processi di progettazione e realizzazione delle grandi opere, nell’intento di valutare gli impatti delle diverse alternative e orientare le scelte. Ispirato al modello francese del débat public (introdotto già nel 1995) e previsto in Italia anche in alcune leggi regionali, non è vincolante ma affronta in anticipo possibili conflitti che non di rado rischiano di rallentare la realizzazione degli interventi, come si è verificato in numerosi casi di infrastrutture controverse, a partire dalla Torino-Lione o dalla Gronda di Genova per fare due esempi.
Considerando il tema della “trasparenza nella partecipazione di portatori di interesse e dibattito pubblico” già sollevato nel Codice dei contratti pubblici e l’adozione con un decreto del maggio 2018 di un “Regolamento recante modalità di svolgimento di tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico”, si dà seguito ora alla nomina di una commissione nazionale che sarà composta da due rappresentanti designati dal Mit: Caterina Cittadino e Stefania Ravazzi. Altri tre componenti sono designati dal Presidente del Consiglio dei Ministri: Fabrizio Curcio, Rosaria Giordano e Andreina Scognamiglio. Cinque sono designati rispettivamente da diversi ministeri: Oliviero Montanaro (Ministero Ambiente), Alfredo Caporossi (Ministero Sviluppo Economico), Floriana Venera Di Mauro (Mibact), Ernesto Caggiano (Ministero Giustizia) e Nicoletta Fusco (Ministero Salute). Infine, altri cinque sono stati nominati dalla Conferenza unificata: Francesco di Giuseppe e Silvia Landonio in rappresentanza delle Regioni, Gaetano Palombelli in rappresentanza delle Province, e ancora Veronica Nicotra e Stefania Dota in rappresentanza dell’Anci.
A settembre, nel disegno di legge Semplificazioni era stata approvata una norma che, causa Covid-19, prevedeva una deroga al ricorso alla procedura del dibattito pubblico prima di una grande opera, come previsto dal Dpcm 76/2018. Con la nomina della commissione riprende quota il tema del Dibattito Pubblico e della sua gestione, con una regia nazionale.

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